SS. Crocifisso

30 maggio 2016

SS. CROCIFISSO


SS. CROCIFISSO

Scultura artistica lignea. Dai libri della Confraternita della Misericordia e dai protocolli notarili consultati non è stata trovata alcuna traccia riguardante la data di esecuzione né il nome dello scultore. Fondamentali per la sua datazione sono stati i particolari emersi durante la fase del restauro che hanno permesso su indagine iconografica confermare il XVI secolo come l’anno di esecuzione. Da oltre tre secoli la venerata immagine del S.S. Crocefisso è al centro della fede del popolo di Castiglione in Teverina. Questa fede si manifesta nel massimo della sua solennità il 3 Maggio di ogni anno quando tutti i castiglionesi, anche coloro che sono lontani, sentono la necessità di riunirsi ai piedi della sacra immagine.


Caratteristica e unica è la cerimonia che si svolge il pomeriggio del 2 Maggio.La sacra immagine viene prelevata dal suo altare e viene portata processionalmente attraverso la chiesa, dietro l’altare maggiore. Qui è posta un’apposita macchina detta “Ascensore” che con un argano innalza il S.S. Crocefisso su un trono di luci e fiori. Si canta il “Vexilla Regis” e il popolo è pervaso da una commozione generale. Il 3 Maggio, giorno della festa, si svolge la processione e la sera la venerata immagine viene riposta nel suo altare. Custode dell’altare e del S.S.Crocefisso è la “Confraternita della Misericordia” le cui origini risalgono al XIII secolo con lo scopo, in principio, di assicurare una cristiana sepoltura ai defunti abbandonati e dare conforto agli ammalati.

Il “Vexilla Regis” ha un origine antichissima. Nel 565, l’autore Venanzio Fortunato, fine letterato e poeta arrivò in Gallia dove trovò un’ottima accoglienza presso la corte dei Franchi, diventando il poeta ufficiale. Fu attratto dalla fama di Radegonda, figlia di re Betario di Turingia, che insieme al fratello fu portata schiava alla corte di Clotario I, re dei Franchi. Il re venne attratto dalla sua bellezza e la prese in sposa, ma in seguito, per eccesso di ira, le uccise il fratello ed ella fuggì presso il monastero di Sante Croix. Invano il re cercò di farla ritornare presso di se. Rimasta vedova prese il velo e la sua fama di santità si diffuse in tutta la Gallia. Nel 567 il Fortunato dopo averla conosciuta prese i voti e sotto richiesta e ispirato da Radegonda, nel 576 compose il “Vexilla Regis Prodeunt”.

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